Dialoghi digitali

La partecipazione agli incontri del progetto “Dialoghi digitali ” è gratuita.

Gli incontri avvengono sulla piattaforma Zoom, e la registrazione è necessaria per ricevere il link con il quale si accede agli incontri.

Scorrendo in basso si trovano le informazioni sulle attività svolte negli anni precedenti (“Archivio 2020-2023”).

Incontri 2024

L’uso dell’economia

Dal 23 febbraio al 31 maggio 2024 terrò alcune presentazioni pubbliche del libro L’uso dell’economia. La Sinistra italiana e il capitalismo (1989-2022) (“Presentazioni). Nello stesso periodo organizzerò degli incontri sulla piattaforma Zoom per continuare il dialogo con chi ha partecipato alle presentazioni o con chi sta leggendo il libro.

Archivio 2020-23

17 maggio 2023

Trasformazioni urbane: il caso dello “Alter Schlachthof Karlsruhe”

L’areale di un ex-mattatoio trasformato in un luogo di intersezione tra attività di produzione – nei settori della cultura, della comunicazione e dell’arte–, attività di consumo pubblico e attività di impegno civico. Una sperimentale mixité di architetture e processi sociali, in un areale di 7 ettari ai margini del centro della città.

Il ri-uso dell’areale dell’ex-mattatoio è un progetto di ridotte dimensioni ma di grande interesse per riflettere sulla relazione tra città sociale e città fisica che caratterizza il modello di sviluppo di Karlsruhe – e di molte altre città europee – in questa fase storica segnata dall’obiettivo della transizione ecologica e sociale. Uno spazio centrale sottratto al ‘mercato competitivo’, nel quale sperimentare nuove forme di interazione economica, cognitiva, estetica.

Karlsruhe è una città di circa 300.000 abitanti, con un reddito pro-capite tra più alti tra le città tedesche – e con un livello di benessere molto elevato, anche in ragione di una singolare organizzazione spaziale, concepita quando la città nasce e prende forma tra Seicento e Settecento.

 

 

 Da più di due decenni attraversa una fase di profonda trasformazione culturale, economica, tecnologica che si riflette sulla città fisica nelle usuali forme dell’ampliamento, della sostituzione, e del ri-uso – per adeguarsi ai cambiamenti nei processi urbani.

9 febbraio 2023

La Sinistra (italiana) nella transizione ecologica

Il 12 luglio del 2022 appare sul quotidiano “il Foglio” un testo con un titolo temerario nella sua ambizione: “Manifesto per la sinistra del futuro”. Il tema è la ‘transizione ecologica’, e lo firmano due autorevoli esponenti del Partito Democratico. Un testo di una imbarazzante superficialità, che rivela lo stallo intellettuale della Sinistra italiana. Come uscirne? Da dove iniziare un percorso di alfabetizzazione sulla crisi ecologica globale?

Lunedi, 30 gennaio 2023

Il progetto europeo dopo il 1989

Riflessioni a partire dal libro Ombre d’Europa. Nazionalismi, memorie, usi politici della storia di Guido Crainz (Donzelli Editore, 2022).

21 novembre 2022

Merito, meritocrazia, democrazia

Riflessioni da una lettura di La tirannia del merito di Michael J. Sandel

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15 settembre-13 ottobre 2022

La Sinistra italiana e il capitalismo (1989-2021). Breve storia di un lungo naufragio

15 Settembre: “Democrazia e capitalismo; 22 Settembre: “Lo sguardo etico sul capitalismo“; 29 settembre: “La metamorfosi della Sinistra italiana”; 6 ottobre: “La decostruzione del capitalismo sociale”; 13 ottobre: “Transizione ecologica, liberalismo e capitalismo”

Il tema della metamorfosi e del naufragio della Sinistra sarebbe di poco interesse  se non fosse che  è all’origine della crisi della società italiana. Ne è la causa principale perché l’egemonia intellettuale della Sinistra  – della tecnostruttura politico-intellettuale che è diventata – nell’intepretazione del capitalismo e della democrazia è stata completa negli ultimi trenta anni.

Una storia breve quella che racconterò, che inizia da lontano però, da quando nei primi decenni  dell’Ottocento Democrazia e Capitalismo si incontrano (e si scontrano). E termina con la Sinistra italiana che appoggia con entusiasmo un governo tecnocratico con venature di cesarismo. Fine della storia, niente più da attendersi.


6 dicembre 2021

L’illusione della resistenza: New Orleans prima di Katrina

Dal 1718 – anno della sua fondazione – al 1915, anno di inizio della storia che Andy Horowitz racconta nel suo libro (Katrina. A History, 1915-2015. Cambridge, Mass.: Harvard University Press) New Orleans è stata colpita da 92 uragani o tempeste tropicali. La ‘storia di Katrina’ raccontata da Horowitz inizia dal 1915 perché il paradigma di sviluppo spaziale che si è consolidato come reazione all’inondazione avvenuta in quell’anno ha segnato l’evoluzione della città fisica e sociale di New Orleans. L’80% della parte di città che ha subito la devastante inondazione causata da Katrina è stata edificata dopo il 1915, sulla base di quel paradigma.

Il progetto urbano di New Orleans sin dalla sua fondazione si è confrontato con la certezza delle inondazioni e il rischio che esse fossero ‘eccessive’ rispetto alla capacità di ‘resistenza’ della città fisica. New Orleans non ha avuto un solo anno della sua breve storia durante il quale il tema di come prepararsi alla prossima inondazione di come proteggersi dagli effetti di un uragano o di una tempesta tropicale o dell’innalzamento dell’alveo del Mississippi – non fosse declinato sul piano del progetto urbano. Ma Katrina ha svelato che la capacità di resistenza della città era un’illusione.

New Orleans è un caso paradigmatico per riflettere su come una città si prepara a uno shock atteso, a una futura inondazione nel suo caso. Su come si declina la questione della ‘resistenza del sistema’: come fare ad avere danni (molto) minori a parità di forza dello shock. Dalla prospettiva della scienza sociale, è un tema di importanza critica, perché le scelte sull’organizzazione spaziale – generate da conflitti culturali, economici, epistemologici e disciplinari – determinano la distribuzione dei costi sociali sia delle strategie di difesa che degli effetti dei danni.


15 novembre 2021

ll mito della resilienza: Torino dopo l’Euro

‘Resilienza’ è la parola che più di altre definisce il paradigma neoliberale. In questo paradigma, la resilienza degli attori – agenti individuali e collettivi – è all’origine dei processi di aggiustamento che conducono all’equilibrio. La resilienza come attitudine degli agenti è la via di uscita da ogni disequilibrio, dagli effetti di shock che disturbano i piani di vita di individui e famiglie o le traiettorie evolutive di imprese e città.

Per riflettere sulla resilienza delle città come ‘mito’ Torino è un caso perfetto. Come conseguenza dei caratteri della sua base economica, nessuna altra grande città italiana ha subit  lo shock della globalizzazione dell’economia europea dalla fine degli anni Novanta. Nessun’altra grande città italiana ha creduto, come ha creduto Torino, di essere una ‘città resiliente’, capace di definire una strategia urbana di compensazione degli effetti locali della globalizzazione. Nessun’altra grande città italiana è in declino quanto lo è Torino.

Il caso di Torino ci fa comprendere che la resilienza è un carattere contingente: è sempre relativa.  Considerarla ‘assoluta’ è una mistificazione della realtà – che ci fa dimenticare quello che la società deve a città spinte in una posizione di disequilibrio dai cambiamenti del contesto relazionale e dell’ordinamento istituzionale nazionale. E ci fa riflettere su quello che dobbiamo alle città.


21 giugno 2021

Robert Reich e il capitalismo americano

Riflessioni sul recente libro The System. Who rigged it, how we fix it  (2020) di Robert Reich. Una serrata critica del capitalismo americano e un’implicita difesa di un’altra forma di capitalismo, ammesso che esista e si possa realizzare. (Il libro è da poco uscito in edizione italiana per Fazi Editore.)


24 maggio-7 giugno 2021

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): una riflessione critica

[1] Il ‘Next Generation EU’ nel Progetto europeo; [2] Il PNRR dell’Italia: struttura e contenuto; [3] Il PNRR dell’Italia: riflessioni critiche

All’origine del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, oggi al centro del dibattito politico in Italia (e vi rimarrà per molto tempo), c’è un Bilancio Europeo (2021-27) molto diverso da quelli precedenti. Un Bilancio nato in una fase di stress dei processi decisionali dell’Unione europea, non come conseguenza della pandemia bensì dei caratteri della struttura istituzionale dell’Unione Europea per come è evoluta dall’inizio degli anni Novanta sotto l’influenza del paradigma neoliberale.

Il PNRR dell’Italia è il risultato di una doppia crisi. Della crisi dell’Unione Europea, che oramai si comporta come un dispositivo negoziale, e della crisi cognitiva delle culture politiche italiane che mostrano, con le scelte fatte, di non aver capito come l’Italia dovrebbe declinare i temi della transizione ecologica, sociale ed economica. Tra enfatico consenso su condizionalità improprie e architettate e retorica degli effetti economici delle azioni proposte, la realtà del PNRR italiano è svanita.

 


8 marzo – 10 maggio 2021

“Economia, società e natura”

Un breve viaggio nell’evoluzione dell’ordinamento istituzionale dell’economia, fino al capitalismo europeo dei nostri giorni. “… il capitalismo è un tema troppo importante e complesso per essere lasciato agli economisti.” (J. Z. Muller) – ma forse ci sono stati economisti che il capitalismo lo hanno compreso, e poi difeso o avversato.

Programma

[1] Natura, risorse, azione collettiva | 8 marzo
[2] I limiti alla crescita economica (natura) | 15 marzo
[3] I limiti alla crescita economica (società) | 22 marzo
[4] Reciprocità, redistribuzione, scambio | 29 marzo
[5] Economie di mercato | 12 aprile
[6] Economie capitalistiche | 19 aprile
[7] Il capitalismo europeo (1945-1989): il progetto social-democratico | 26 aprile
[8] Il capitalismo europeo dopo il 1989: il progetto neoliberale | 10 maggio


28, 29, 30 settembre, 1 ottobre 2020

Masterclass: “Organizzazione spaziale e qualità urbana nella città europea: il paradigma di Jan Gehl”

Jan Gehl Architects è uno studio di notorietà mondiale che ha come principale campo di attività la progettazione degli spazi pubblici. Nei suoi libri – il più recente è del 2013 – Jan Gehl ha presentato i presupposti metodologici e teorici del suo lavoro di architetto. Sono riflessioni di grande interesse sia dalla prospettiva dell’architettura che da quella della scienza sociale.

Jan Gehl propone un modello dell’individuo nello spazio. Ma, poiché lo spazio pubblico è sempre uno spazio condiviso, l’architetto deve essere consapevole che progettare uno spazio pubblico significa progettare un dispositivo relazionale – e per farlo si devono conoscere i caratteri costitutivi delle relazioni tra individui nello spazio.

Nella masterclass si presenterà la prospettiva metodologica e teorica con la quale Jan Gehl studia lo spazio pubblico – e come conduce il lavoro di ricerca applicata sulle pratiche relazionali che  precede il progetto architettonico; si evidenzierà il contributo che ha dato allo studio delle società urbane. La masterclass ha un carattere applicato. I temi trattati saranno di utilità nell’identificazione dei disequilibri dell’organizzazione spaziale delle città e nella progettazione sociale e architettonica degli spazi pubblici.