Progetto

Il materiale che presento in questo sito proviene da tre diversi ambiti. Dalla mia attività di consulenza – che diventa necessariamente ricerca-azione quando si vuole regolare la traiettoria evolutiva di un sistema complesso (come una città). Dalla mia attività di ricerca – tra analisi comparative e studi-di-caso –, che si alimenta al paradigma istituzionalista e ha un carattere interdisciplinare (se c’è una cosa che non ha senso se si vuole capire la traiettoria di sviluppo di una città è restare rigidamente nel proprio campo disciplinare). Si alimenta, infine, alla mia attività di insegnamento che, per come l’ho praticata, mi ha costantemente costretto a iniziare nuovi itinerari di ricerca. D’altra parte, nell’epoca digitale – della “realtà aumentata” – gran parte dell’insegnamento universitario dovrebbe diventare l’esito di un percorso di ricerca specifico e le classi trasformarsi in laboratori.

Da alcuni anni la mia attività ha come oggetto soprattutto le città europee: le loro traiettorie di sviluppo, i fattori che le determinano, le politiche di regolazione. Le città europee sono profondamente diverse nel loro “grado di sviluppo”, nel loro “potenziale di sviluppo”, nella loro “intelligenza” – nella capacità di definire visioni, strategie e piani di azione. Comprendere le loro specificità strutturali e su di esse elaborare strategie e definire progetti di trasformazione che costruiscano la città europea del futuro è il principale ambito della mia attività professionale.

Dalla mia esperienza sul campo – tra ricerca e consulenza – ho tratto l’impressione che il discorso pubblico sulle traiettorie di sviluppo delle città in Europa – e in Italia, in particolare – sia segnato da una “retorica dell’ottimismo” e da visioni e strategie infondate. Ho anche incontrato, tuttavia, “città intelligenti”, capaci di comprendere i propri dis-equilibri, i propri potenziali di sviluppo e formulare coerenti e democratiche strategie di sviluppo. Evitare le generalizzazioni ideologiche e studiare le città come “sistemi concreti”, da capire nelle loro specificità strutturali, credo sia il metodo giusto per comprenderle e regolare la loro traiettoria di sviluppo.