.

Quando si è trattato di prevedere gli effetti economici della riforma costituzionale è sceso in campo un bel numero di economisti con una previsione che mi sono permesso di criticare come una forma esasperata di scientismo. Ripropongo la mia riflessione, ora che il Governo appende la sua “manovra” a una previsione – gli effetti positivi sul tasso di crescita del Pil – che considero un altro esempio di uso improprio dell’economia. Una previsione considerata senza fondamento da quasi tutti i centri studi, ma che continua a essere utilizzata dal Governo come se niente fosse. Il fatto è che dopo previsioni ideologiche come quella sugli effetti economici della riforma costituzionale – e come tante, tante altre – le previsioni economiche si stenta a prenderle seriamente. Sono uno strumento retorico, sono rumore di fondo.

“Calcolo economico e riforma costituzionale”

in Criticaliberalepuntoit, n. 60, 20 febbraio 2017 (scarica liberamente: 113 KB))