Come si misura la disoccupazione in tutte le democrazie liberali? Come la si misura – si è giunti a misurarla – in Italia e negli altri Paesi dell’Unione Europea?

Sei “disoccupato” se hai cercato attivamente un lavoro e non l’hai trovato. Sei “occupato” se un “lavoro” lo hai (lo hai trovato). Ma che cosa significa avere un lavoro – essere occupato – nella neo-lingua che ora usiamo? Riporto  la definizione che trovate nel sito ufficiale dell’Istat – che è la stessa adottata in tutte le democrazie liberali in Europa:

 Occupati:
comprendono le persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento [settimana
nella quale è stata condotta l’indagine] hanno svolto almeno un’ora di
lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura…”

 Ogni tanto questa definizione affiora nel dibattito pubblico assieme alle perplessità che fa sorgere, senza suscitare sentimenti però, perché è tanto assurda da non sembrare vera. No, è proprio così. Così le democrazie liberali definiscono lo status di occupato. Avere un lavoro, essere occupato significa un’altra cosa, forse (almeno significava un’altra cosa dopo due secolidi crescita civile): disporre di un salario che sia almeno di sussistenza (che contribuisca alla sussistenza della tua famiglia).

Come fai a difendere il progetto liberale se non dicendo che le nostre non sono più democrazie liberali? Se non dicendo che il progetto liberale è un’altra cosa?