Il Piano B

Adesso sappiamo che Paolo Savona, Ministro del Tesoro designato, ha un “piano b” per far uscire l’Italia dall’Euro. Difronte al fatto che si possa concepire e divulgare un piano del genere non sai se ridere o piangere. Che un bel numero di sovranisti di sinistra si siano erti a difesa di Paolo Savona è, poi, esilarante. Ma questi sono i tempi, in Italia certamente.

Ora, se esiste un “piano b”, per definizione – provo a essere fedele alla logica –, deve esistere “un piano a”. Ecco, vorrei che qualcuno mi spiegasse – che lo facesse Paolo Savona o uno dei tanti sovranisti di sinistra – qual è il “piano a” per uscire dall’Euro. Ci potreste lasciare la possibilità, se non proprio di scegliere, almeno di valutare il piano migliore dal nostro punto di vista? Anche perché il “piano b”, oltre a essere ridicolo, è immorale.

Un piano immorale: a cose fatte, avverti i Paesi con cui collabori da decenni per la costruzione del più complesso accordo tra nazioni della storia, con cui hai legami ormai profondi e diffusi che sei uscito dall’Euro, provocando un danno agli altri e a te un beneficio (tutto da vedere, poi – ma questo è un altro discorso). Una persona che concepisce un piano del genere, lo divulga e, orgoglioso, lo difende lo fai diventare Ministro del Tesoro del principale partner, dopo la Germania, dell’Unione Europea. È questa l’Italia di oggi?

(Personalmente, è una storia che mi disgusta. Ho costruito come tanti – tanti! – la mia vita emotiva, affettiva e professionale nello spazio europeo, misurando e consolidando in questo spazio la mia identità italiana, alla quale tengo e molto. Come tanti che fanno il mio lavoro, ho passato gran parte della mia vita con studenti che stanno con naturalezza dentro il progetto europeo, con i quali ho viaggiato in Europa, con i quali ho parlato d’Europa. Per trovarmi, ora, da cittadino italiano coinvolto in questa meschina vicenda di tradimenti minacciati?)

Più che l’immoralità, però, in questa storia ciò che c’è da temere è il ridicolo.

Poiché dovrebbe diventare Ministro del Tesoro chi questo piano ha concepito e divulgato, possiamo temere che lo attui dal giorno in cui assume l’incarico. E tutti in trepida, ma oziosa, attesa che sia attuato questo ormai famoso “piano b”? Tutti a farsi cogliere di sorpresa? Anche i mercati, che gli economisti come Paolo Savona hanno sempre molto amato e che dichiarano onniscienti? Ma non sostengono gli economisti che bastano le “aspettative” per agire? Un tradimento annunciato come una minaccia?

Un piano segreto? Ma come si fa a credere di poter mantenere segreto un piano che, per essere attuato, richiede il coinvolgimento di centinaia se non migliaia di persone per un periodo abbastanza lungo? A mantenere segreto un piano con degli enormi effetti di redistribuzione della ricchezza finanziaria? (E, magari, a qualcuno che sa verrà voglia di fare un po’ di “insider trading”; e, magari, tra chi sa c’è chi ha interessi diretti.) E chi decide, poi, di attuare il “piano b”, il Ministro del Tesoro? Oppure il Governo? E una volta che la decisione è del Governo – e dovrà essere del Governo – come si fa a mantenerla segreta per ragioni pratiche, politiche, etiche?

Mah: a quale fonte si dissetano questi ardimentosi sovranisti?