Perché sembrava un sogno, il progetto europeo?

Un progetto per l’Europa i neoliberali l’avevano, lo stanno attuando e sono vicini a compiere l’opera. I neoliberali non sono affatto euroscettici. I neoliberali sono contro l’Unione Europea, sono contro il progetto europeo originario. La caduta del Muro di Berlino è del 1989. L’inizio della decostruzione del progetto europeo è del 1992, con il Trattato di Maastricht. Una decostruzione lenta. Non poteva avvenire come atto politico esplicito – non sarebbe stato politicamente possibile farlo. Doveva avvenire con cambiamenti istituzionali che danneggiavano la struttura, che obbligava a svuotare il progetto fino a renderlo irriconoscibile.

Non era difficile per un economista capire a cosa avrebbe potuto condurre la strada intrapresa con il Trattato di Maastricht. Ma gli economisti sono (diventati) quasi tutti neoliberali – sia quelli di destra che di sinistra – e quella strada era per loro quella giusta. Per gli economisti neoliberisti il progetto europeo originario era un ostacolo al progresso economico perché proponeva un limite alla logica del mercato. E loro non sopportano porre limiti al calcolo economico.

Non era difficile capire – quanti esempi la storia economica può fornirti –­ che l’unificazione monetaria è capace di generare polarizzazioni territoriali impressionanti. Per gli smemorati – e gli inconsapevoli – bastava gettare uno sguardo a quello che stava accadendo nella Germania orientale come conseguenza dell’unificazione monetaria con la Germania occidentale. Che avveniva in quegli anni. E in Germania nessuno – tranne qualche analista in cerca di facile gloria – ha negato la necessità di un afflusso di capitale pubblico e privato, enorme e per decenni, nei territori della Germania orientale a compensazione degli effetti sulla base economica dell’unificazione monetaria.

Non era difficile capire che cosa sarebbe successo mettere la manifattura greca o italiana nella stessa area monetaria di quella tedesca e, allo esso tempo, permettere al capitale finanziario tedesco di andarsene fuori dall’area euro. Che storia!

Non era neanche difficile capire cosa sarebbe potuto accadere ampliando di molto i territori dell’Unione Europea – di ampliarli ad est –, senza aumentare la dotazione dei fondi strutturali. Benché i nuovi territori – così profondamente europei, così importanti per tutti noi – fossero  molto lontani dalla media europea in termini di reddito. Ma quelli “giusti”, di paesi,  lasciarli però fuori dall’Euro – per delocalizzazioni facili e altri vantaggi quotidiani per la borghesia professionale che nell’area Euro vive.

Si potrebbe continuare a raccontare tutti i piccoli e continui cambiamenti istituzionali con i quali si è indebolita l’impalcatura del progetto europeo, con i quali si è trasformato il progetto.

Con le loro sgangherate critiche all’Unione Europea, il Movimento 5 Stelle e la Lega sono riusciti a farsi passare per avversari del progetto europeo. A farsi definire come “nemici dell’Europa” proprio da chi l’Unione europea aveva veramente avversato, con metodo e impegno intellettuale. E con competenza e intelligenza contribuito a smantellare. I neoliberali perseguivano un altro progetto politico.

C’è un’Europa, un progetto europeo prima e dopo il Trattato di Maastricht. Che significa allora essere “euroscettici” oggi? Quale è il progetto europeo che lascia perplessi? Quali sono le parti del progetto europeo che si vuole modificare, ora?

Ce lo siamo dimenticati quello che è stato il progetto europeo – e perché sembrava un sogno.